Il manga la cui serializzazione nel 1989 è tutt'ora in corso e incasellarlo in un genere non è facile dato che almeno per i primi 30 numeri poteva essere catalogato come storico-horror, medievale-horror, mentre per quanto riguarda gli ultimi numeri può essere tranquillamente annoverato tra gli horror- fantasy. domenica 13 giugno 2021
Berserk ベルセルク
Il manga la cui serializzazione nel 1989 è tutt'ora in corso e incasellarlo in un genere non è facile dato che almeno per i primi 30 numeri poteva essere catalogato come storico-horror, medievale-horror, mentre per quanto riguarda gli ultimi numeri può essere tranquillamente annoverato tra gli horror- fantasy. In Ricordo di Kentaro Miura 三浦 建太郎
Dopo poco più di un mese dalla morte, vogliamo ricordarlo così.
Miura ci ha regalato dei manga unici nel loro "genere"; sì perché non li possiamo definire semplicemente fantasy, horror o altro: nei suoi dialoghi, nelle sue storie e nelle immagini che ci ha regalato c'era molto di più un mondo, un pensiero, un modo d'essere.
Il suo stile non era di certo classico ed i personaggi che utilizzava avevano spesso connotazioni occidentali; l'abbondante e il magistrale utilizzo dei chiari scuri lo rendevano unico nel suo genere.
Si pensi ad un manga "normale": si utilizzano spesso il bianco il nero per alcune definizioni ed i retini per tutto il resto. Kentaro no, il nero utilizzato anche per le ombreggiature e per i dettagli rendevano accattivante e reale un disegno ed uno stile che lasciava il segno sul lettore.I suoi personaggi hanno fatto presa nel collettivo non solo per l'aspetto così "vero" ma anche per la loro caratteristiche così marcate l'uno con l'altro.
I suoi manga sono conosciutissimi anche oltre i confini giapponesi e qui ne vogliamo ricordare qualcuno come On-Roh Den (La leggenda del Re Lupo), Giganto Maxia (Gigantomachia), Japan, Berserk.
Miura ha lavorato anche con Buronson per il Re Lupo per i dialoghi, il quale è famoso tra le altre opere scritte per Hokuto no Ken (Ken il Guerriero) con Tetsuo Hara.
Kentaro era l'unico del suo genere. Persino i suoi sfondi trasparivano un sentimento, un messaggio così intensi e precisi con ogni passaggio di pennino.
Spesso si è detto che i suoi manga sono violenti fini a se stessi ma non siamo d'accordo, descrivevano un mondo anche troppo che reale e trasmettevano un messaggio un'essenza positiva o negativa a seconda della scena.
Il senso della scena Miura lo trasmetteva fin troppo bene e le frasi cult dei suoi manga non si contano e non ha creato solo personaggi oscuri o emblematici ma anche personaggi solari e pieni di brio.
Era un creatore di mondi e di personaggi: uno di quei mangaka che lasciano il segno nella storia come il compianto Osamu Tezuka, il Dio dei manga.
Oggi vogliamo ricordarti per quanto eri speciale per noi per tecnica e per immaginazione così perfette che anche i mangaka di oggi possono solo invidiare.
lunedì 29 luglio 2019
Another - アナザー
Another, anime articolato in 12 episodi realizzati da Tsutomo Mizushima (Girls und Punzer, Prison School, XXX Holick, Kobato, Genshiken, etc.) narra la storia di una maledizione e di Koichi Sasachibara che vi resterà invischiato.
Sin dall'inizio si sente che il clima non è normale. Questo anche grazie ai character design di
La storia narra di una maledizione che colpisce una determinata classe in una scuola in cui se viene raggiunto un certo numero di studenti verranno innescati una serie di "incidenti" a tutta la classe: l'unico rimedio è, al raggiungimento del limite, fare finta che la persona in più non esista.
Le scene ed il ritmo incalzante e pressante nonostante la trama già inflazionata sono di primo livello.

Il protagonista Koichi Sakakibara, debole per costituzione, si è appena trasferito nella scuola della città della madre dai suoi nonni dopo un incidente alle vie respiratorie e non conosce nulla della città e delle storie che la abitano. È il protagonista del nostro anime.
Mei Misaki è la coprotagonista dell'anime misteriosa, inquietante simile a una bambola che non prova emozioni, seppur minimali. Figlia di una costruttrice di bambole, aveva una sorella gemella e sembra risentire parecchio della sua morte.
È a conoscenza di ciò che sta accadendo ma non può rapportarsi con Koichi per via del suo carattere e del suo ruolo.
L'opening dell'anime Kyomu Densen degli Ali Project (Code Geass: Lelouch of the Rebellion, Katanagatari, Rozen Maiden) fa entrare perfettamente chi guarda ogni episodio in un mondo misterioso, cupo e risulta perciò appropriata allo scopo, si sposa bene con ogni episodio.
L'ending curata di Annabel (Gangsta, Canaan, The Book of Bantorra, Katanagatari) risulta rilassante e triste, corretta uscita per degli episodi truculenti e pieni di sangue. Possiede delle ottime ritmiche e sonorità. Molto convincente.
L'anime è stato curato nei minimi dettagli e merita davvero la visione.
Personalmente pensavo che il finale fosse diverso ma risulta comunque in linea con la trama. L'anime ha davvero un buon livello di suspense e tiene incollati al video.
Consigliato ****
venerdì 22 giugno 2018
Kōtetsujō no Kabaneri - 甲鉄城のカバネリ
L'anime diretto da Tetsuro Araki (Death Note, Attacco dei Titani, etc.) e sceneggiatura di Hiroshi Seko (Garo the animation, Kill la Kill, etc.), narra le vicende in un Giappone alle prese con una pandemia zombi che ha costretto gli abitanti a trovare riparo in "Stazioni" fortificate collegate da una complessa rete ferroviaria.
I protagonisti Ikoma, dapprima tecnico adibito alla manutenzione del treno corazzato, e "Mumei" personaggio all'inizio dei dodici episodi piuttosto misterioso, dall'aspetto di una normale ragazzina, risultano interessanti e di spessore.
Il Character Design di Haruhiko Mikimoto è da brivido, come ad esempio la scena (primo episodio) del sandalo di Mumei, assolutamente di una perfezione assoluta.Il ritmo incalzante ed incessante ci catapulta in un mondo spaventoso e non privo di complotti ed evoluzioni mozzafiato che porta chi lo vede a domandarsi la terrificante domanda: "C'è speranza per l'umanità?".
Assolutamente da vedere.
Consigliato *****






